Eventi del CeSA

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Documenting the history of modern Ethiopia texts, objects, stories
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Lo studio della storia etiopica nei secoli XIX-XX si avvale di una consistente base documentaria, fatta di testi scritti in lingue locali, particolarmente in amarico, di una grande quantità di espressioni delle diverse culture materiali, di carte europee lasciate da esploratori e missionari.

Si tratta di una mole di fonti che solo da poco ha cominciato a essere indagata in maniera approfondita.

Questo seminario si propone di rendere conto di alcune ricerche in corso, utili per capire l'origine di alcune dinamiche storiche riguardanti un Paese strategico nel panorama africano contemporaneo.

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Conferenza Internazionale Islamic Literatures in Sub-Saharan Africa: Written and Oral Legacies
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La conferenza è stata uno dei principali eventi organizzati nell’ambito del Progetto di rilevante interesse nazionale (PRIN) Islamic Literatures in Sub-Saharan Africa: Themes, Genres and Publics (20222ZRMFZ). Il progetto prende in esame la letteratura islamica in Africa secondo le prospettive indicate nel titolo. La conferenza è stata organizzata con in mente la realizzazione di una importante pubblicazione sul tema del PRIN e ha presentato nuove ricerche su diversi aspetti relativi alla letteratura islamica in Africa. Questa comprendeva sia letteratura nelle lingue indigene africane, sia letteratura in arabo prodotta in contesti africani. Sono stati affrontati sia testi orali sia testi scritti. L’incontro si è articolato attorno a diversi temi. Il primo è stato la qasida, che è stata anche l’argomento della prima conferenza inaugurale tenuta da Stefan Sperl, uno dei curatori di un’importante pubblicazione sulla qasida a livello mondiale. L’Ajami — ovvero la scrittura in caratteri arabi di lingue diverse dall’arabo — è diffuso in gran parte dell’Africa islamica, seppur in forme e con intensità differenti, e ciò si è riflesso nelle presentazioni dedicate a questo tema. Un altro punto centrale sono stati i testi e le performance orali, aspetto importante considerando che molte lingue africane hanno una storia letteraria scritta scarsa o nulla. L’ultimo tema affrontato è stato quello dei corpus manoscritti, con contributi che hanno preso in esame aree geografiche poco studiate come il Congo e il Madagascar. Questa sessione è stata preceduta da due conferenze inaugurali collegate, dedicate al testo scritto e al libro nell’Africa islamica sia occidentale che orientale.

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Seminario Introduction aux Manuscrits en Ajami Arabico-Malgaches Dits Sorabe du Pays Antemoro (Sud-Est de Madagascar)
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Alla fine del XV secolo, musulmani provenienti dal nord-est del Madagascar si insediarono ad Ambohabe, nel sud-est dell’isola, fondando il regno Antemoro. Il loro potere si basava sul sapere contenuto nei manoscritti sorabe, scritti in caratteri arabi adattati alla lingua malgascia. Questi testi, in arabo, in antico malgascio e in un pidgin arabo-malgascio, comprendevano preghiere, talismani, elementi astrologici, cronache reali e predicazioni. La trasmissione del sapere avveniva sia oralmente che per iscritto, ed era affidata ai katibo e agli indovini. In essi si intrecciavano influenze arabe, indo-malesi e malgasce autoctone, riflettendo una ricca tradizione linguistica e culturale al cuore della società antemoro.

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Seminario PRIN InALC “L’INCONTRO CHE FA TRE”
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Nelle giornate di giovedì 12 e venerdì 13 giugno 2025 si è tenuto, nell’ambito del PRIN 2022 InALC (Investigating African Languages and Cultures), il secondo incontro delle tre unità di ricerca con sede a Napoli, Trieste e Torino. Durante la permanenza si sono svolte diverse riunioni di coordinamento, finalizzate a garantire il buon esito dell’evento conclusivo del progetto InALC, in programma per il prossimo 10 ottobre. Nel corso dell’incontro, le tre assegniste PRIN — la Dott.ssa Gioia Bottari per l’unità di Napoli, la Dott.ssa Cristina Nicolini per quella di Torino e la Dott.ssa Carolina Boldoni per quella di Trieste — hanno presentato lo stato di avanzamento delle rispettive attività di ricerca.

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Convegno internazionale Swahili Colloquium XXXVII “Uhuru na Ubunifu. Freedom and Creativity”
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Flavia Aiello e Roberto Gaudioso hanno partecipato al convegno presentando una relazione dal titolo “The Creative Transgressions of Patrick Muderekeza’s Poetry”. Nell’ambito del convegno F. Aiello e R. Gaudioso hanno inoltre organizzato e presentato un reading di poesie lette dall’autore, lo scrittore e curatore d’arte congolese Patrick Mudekereza.

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Seminario PRIN Umar Tall’s Scholarly Works and Different Modes of Authority in Islamic West Africa
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L'intervento si è concentrato sugli scritti di uno dei più importanti intellettuali dell'Africa occidentale, al-ḥājj ‘Umar Fūtī Tall. Attraverso esempi tratti dalle sue poesie e opere in prosa, collegati alla sua biografia, il Prof. Syed ha analizzato come questa produzione letteraria documenti le trasformazioni della sua autorità religiosa e politica nel corso del tempo. È stato sostenuto che, al di là dei contenuti della sua erudizione, anche la forma — compreso l’uso di acrostici e citazioni — fosse funzionale a dimostrare la sua padronanza e a mettere in scena la sua autorità intellettuale. Nel corso della conferenza sono stati inoltre offerti spunti interessanti sulle relazioni tra scrittura e autorità nel contesto più ampio del mondo del XIX secolo in cui egli visse.

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Lecture di Silvia Zago: La tomba di Amenemipet (TT 265) a Deir el-Medina: Un caso studio della tradizione iconografica del primo periodo ramesside
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Nell’ambito del corso di Archeologia egiziana (aa. 2024-2025) della Prof. Pirelli, che quest’anno verteva sull’ideologia funeraria con particolare riferimento alle tombe del Nuovo Regno, la Dott.ssa Silvia Zago, docente di Egittologia presso l’Università di Liverpool, è stata invitata a tenere una conferenza sulle indagini che sta conducendo nella tomba di Amenemipet (TT 265) nel villaggio degli operai di Dei el-Medina (Tebe ovest, Egitto). In qualità di co-direttrice di un progetto volto alla documentazione epigrafica e alla pubblicazione della tomba, la Dott.ssa Zago ha fornito agli studenti un resoconto del programma decorativo della struttura illustrando al contempo le problematiche messe in evidenza da una prima analisi di tale programma. In particolare, è stata discussa l’ipotesi che esistesse una tradizione iconografica legata al Libro dei Morti originaria di Deir el-Medina, attestata anche nella necropoli della Valle delle Regine, che veniva impiegata per decorare le tombe ma anche oggetti del corredo funerario dell’epoca, tra cui papiri del Libro dei Morti e sarcofagi.

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Convegno internazionale: Patrimoni missionari, doni diplomatici e spoliazioni coloniali. Pratiche, ricerche e approcci a confronto tra nuovi archivi digitali e collezioni museali
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Il convegno, promosso dal Museo delle Civiltà di Roma e dalla Società Geografica Italiana, in collaborazione con la Fondazione Centro Culturale Valdese, ha rappresentato un'importante occasione di confronto e dialogo intorno agli oggetti, le opere e i documenti provenienti dall’Etiopia, Eritrea, Lesotho, Sud Africa, Zimbabwe e Zambia conservati presso le tre istituzioni promotrici dell’iniziativa. Particolare rilievo è stato dato ai progetti di ricerca condotti dai dottorandi, focalizzati sull'analisi delle collezioni e sulla ricostruzione della loro storia conservativa. Le ricerche presentate in questa occasione hanno messo in luce il costante impegno dell’Università L’Orientale nell’approfondimento e nella valorizzazione delle collezioni provenienti dall’Etiopia e dall’Eritrea. È prevista la pubblicazione degli atti del convegno a cura della Società Geografica Italiana.

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Seminario internazionale: Jesuit Missions in Northern Abyssinia (JeMiNA) International and Multidisciplinary approaches
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Il 3 e 4 aprile 2025, il nostro Ateneo ha ospitato il seminario internazionale “Jesuit Missions in Northern Abyssinia (JeMiNA). International and Multidisciplinary Approaches”, promosso dal progetto JeMiNA. L'iniziativa ha riunito specialisti di archeologia, etiopistica, storia, linguistica, ispanistica e lusitanistica per analizzare l'arrivo dei missionari gesuiti in Etiopia nel 1557, evento che segna l'ingresso del Paese nell'età moderna. Il seminario ha evidenziato l'unicità del nostro Ateneo nel combinare competenze diverse per una sintesi interdisciplinare.

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Nowruz 1404/2025: simboli e tradizioni di un ponte tra culture
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Farouk Topan, professore emerito presso l’università Aga Khan di Londra, specialista di letteratura swahili e di studi islamici, autore di teatro swahili e nostro VP nello scorso novembre, ha tenuto su proposta della prof.ssa Flavia Aiello un intervento dal titolo “Nowruz in Zanzibar: Continuity & Change” nell’ambito dell’iniziativa dal titolo  “Nowruz 1404/2025: simboli e tradizioni di un ponte tra culture”, a cura dei proff. M: Bernardini e N. Tornesello. L’evento, dedicato al Nowruz (letteralmente "nuovo giorno"), il capodanno che si celebra in Iran e in molti altri paesi dell'Asia, come pure in alcuni paesi dell'Africa compresa la costa swahili, si è tenuto il 20 marzo 2025 dalle ore 11 presso la Sala Conferenze di Palazzo Corigliano.

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Restitutions: Ethics and Methodologies for a Contested Heritage
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Il 6 marzo 2025, alle ore 16:00, presso l'Antisala degli Specchi di Palazzo Corigliano, si è tenuta la presentazione del numero 100 della rivista Africa e Mediterraneo, intitolato "Restitutions: Ethics and Methodologies for a Contested Heritage". L'evento, promosso dal CeSA (Centro Studi sull'Africa), è stato organizzato e moderato da Flavia Aiello, docente Unior di lingua e letteratura swahili e membro del comitato scientifico della rivista, con interventi di: Enrica Picarelli, direttrice editoriale di "Africa e Mediterraneo" e ricercatrice indipendente; Donatien Dibwe, professore emerito presso l'Università di Lubumbashi e co-curatore del numero; Rosario Giordano, docente di storia e istituzioni dell'Africa presso l'Università della Calabria; e Caterina Pecchioli, artista visiva che ha realizzato un allegato al dossier, dedicato al suo progetto "Decolonizing the Gaze" sull'eredità coloniale nella moda.